La risposta breve, da chi accompagna visitatori da anni: concentrati su sette fontane monumentali e lascia che i nasoni facciano il resto. Un itinerario efficace parte dalla Fontana di Trevi, prosegue verso Piazza Navona e la Barcaccia di Piazza di Spagna, tocca la Fontana delle Tartarughe nel Ghetto, sale al Fontanone del Gianicolo per il tramonto e chiude al quartiere Coppedè con la Fontana delle Rane. In mezzo, ti disseti gratis ai nasoni: bastano queste tappe per capire perché le fontane di Roma sono considerate un museo a cielo aperto.
- Quante fontane ci sono a Roma
- Da quale fontana iniziare l’itinerario
- Cosa vedere a Piazza Navona e dintorni
- Le fontane meno conosciute da non perdere
- Come usare i nasoni, le fontanelle pubbliche
- Consigli pratici per visitare le fontane
- Fonti
Quante fontane ci sono a Roma?
Ti starai chiedendo quante fontane esistono nella Capitale, oppure quanti sono i monumenti d’acqua romani, o ancora quante sorgenti decorative puoi incontrare passeggiando. La cifra varia secondo le classificazioni: si parla di oltre 2.000 fontane in senso stretto, che salgono a circa 5.000 includendo le fontanelle. Di queste, circa 550 sono artistiche e 45 monumentali, definite tecnicamente mostre perché poste al punto terminale degli antichi acquedotti.
Da quale fontana iniziare l’itinerario
Parti dalla Fontana di Trevi: è la più grande e celebre, larga 20 metri e alta 26, costruita tra il 1731 e il 1762 per volere di Papa Clemente XII. Vai presto al mattino, prima delle 8, per fotografarla senza folla. A pochi passi, la Barcaccia di Piazza di Spagna, opera di Pietro Bernini commissionata nel 1626, ricorda l’alluvione del Tevere del 1598.
Bastano le fontane per giustificare un viaggio a Roma, scriveva il poeta Percy Bysshe Shelley nell’Ottocento.
Cosa vedere a Piazza Navona e dintorni
In Piazza Navona ammiri tre fontane in un colpo solo. La protagonista è la Fontana dei Quattro Fiumi di Gian Lorenzo Bernini, con l’obelisco al centro, affiancata dalla Fontana del Moro e dalla Fontana del Nettuno. Spostandoti verso il Ghetto, raggiungi la Fontana delle Tartarughe in Piazza Mattei, gioiello tardo rinascimentale del 1581 su disegno di Giacomo della Porta: le tartarughe sul bordo sono attribuite a Bernini.
Le fontane meno conosciute da non perdere
Il vero salto di qualità lo fa chi esce dai circuiti scontati. Sali al Fontanone del Gianicolo, mostra terminale dell’Acqua Paola edificata tra il 1610 e il 1614: vista impagabile e celebre per La Grande Bellezza. Nel quartiere Coppedè, zona Trieste, la Fontana delle Rane del 1924 è un unicum architettonico. Infine, incuneata a destra di Trevi, la minuscola Fontanella degli Innamorati: la leggenda promette amore eterno a chi vi beve in coppia.
Come usare i nasoni, le fontanelle pubbliche
I nasoni sono le fontanelle in ghisa nate nel 1874 per intuizione del sindaco Luigi Pianciani: oggi se ne contano oltre 2.500 in città ed erogano acqua potabile gratuita. Il trucco da romano: tappa con un dito il getto principale e l’acqua zampilla da un forellino superiore, così bevi comodamente senza chinarti. Un input innovativo per il tuo itinerario: usa l’app Waidy Wow per geolocalizzare il nasone più vicino e ridurre gli sprechi.
Consigli pratici per visitare le fontane
Pianifica per fasce orarie: monumentali all’alba e al tramonto, nasoni nelle ore calde. Porta una borraccia e calzature comode, perché l’itinerario migliore è a piedi. Ricorda che gettare monete è consentito solo a Trevi, dove il ricavato finanzia opere di beneficenza. Vuoi un percorso cucito su misura tra le fontane di Roma? Contattaci per una guida dedicata e scopri scorci che le mappe turistiche ignorano.
Fonti
- I nasoni, le fontane di Roma & Roma Capitale, Turismo Roma — turismoroma.it
- Le fontane monumentali & Acea, gestore del servizio idrico di Roma — acea.it
- Fontane di Roma, tra storia e leggenda & Grimaldi Lines — grimaldi-lines.com
- Ma quante fontane ci stanno a Roma? & Roma.Com — roma.com